Intervista con la danzatrice Jacqueline Bulnés

Intervista con la danzatrice Jacqueline Bulnés

Jacqueline Bulnés è un’artista cubano-americana nata a Miami, Florida, conosciuta soprattutto per la sua carriera come solista nelle compagnie di Martha Graham, José Limón e Merce Cunningham Trust di New York. Insegna alla Scuola dell’Opera di Roma e all’Accademia d’Arte del Dramma Antico di Siracusa, oltre a tenere masterclass internazionali. Per .bijouets ha eseguito una performance, indossando un pezzo speciale, prodotto in occasione del 140° anniversario della nascita di Modigliani.

Ha risposto a qualche domanda su questa esperienza.

1. Jacqueline, come danzatrice, come hai affrontato l’interpretazione dell’arte di Modigliani attraverso il movimento?
Ciò che mi ha affascinato di più è stato l’amore condiviso tra Modigliani e Jeanne, la sua musa. Vedo l’amore e l’arte come forze inseparabili, ciascuna alimenta l’altra. La loro relazione sembrava un’estensione naturale della mia espressione creativa. Attraverso il movimento, ho cercato di trasmettere la loro connessione, come il loro amore trascendeva le parole e prendeva forma nel modo in cui si ispiravano a vicenda. La mia danza è diventata un’interpretazione di quell’energia, consentendo alla loro storia di dispiegarsi attraverso ogni gesto e passo.

2. La collana che indossavi è piuttosto speciale, ispirata a 7 ritratti di Modigliani. In che modo indossare questo pezzo ha influenzato la tua performance?
La collana sembrava un ponte tra me e la sua opera, come se contenesse l’essenza del mondo di Modigliani nel suo design. Da quando l’ho ricevuta, è diventata quasi una parte di me, non ho sentito il bisogno di toglierla. C’è qualcosa di potente nell’indossare un pezzo che porta con sé non solo bellezza ma anche storia. Non ha solo completato la mia performance, è diventata una partecipante attiva . Il suo movimento ha riecheggiato il mio, creando un dialogo tra l’arte che stavo interpretando e il gioiello stesso.

3. Puoi descrivere il legame emotivo che hai sentito con Jeanne Hébuterne, la moglie di Modigliani, che è presente in 6 dei 7 ritratti che hanno ispirato la collana?
La presenza di Jeanne nei ritratti è inquietante. C’è una forza silenziosa nella sua espressione, una profondità che parla sia di passione che di dolore. Mi sono sentita attratta da quell’intensità, dal modo in cui il suo amore e il suo dolore sembrano intrecciati. L’amore giovanile ha una certa crudezza, una vulnerabilità che mi è profondamente familiare. La sua storia di devozione e la perdita che ne è seguita, sembravano un riflesso delle emozioni che io stessa ho vissuto. Era come se il suo spirito si estendesse attraverso il tempo e attraverso la collana, potessi percepire il suo viaggio.

4. La collana è lunga 140 cm, per commemorare i 140 anni dalla nascita di Modigliani. In che modo questa lunghezza ha influenzato  la tua coreografia e l’impatto visivo complessivo della performance?
La lunghezza della collana ha aggiunto un altro livello alla mia performance: non era solo un accessorio, ma un’estensione della danza. Il suo movimento aveva un ritmo tutto suo, a volte mi seguiva, a volte mi avvolgeva, quasi come un partner. La collana rappresentava più di un semplice oggetto fisico; simboleggiava l’amore di Jeanne, il peso delle sue emozioni e la libertà che cercava. Sembrava che fosse presente con me, influenzando il modo in cui la collana si muoveva, trasformandola in qualcosa di vivo e pieno di significato.

5. Come artista, quali aspetti dei nostri gioielli stampati in 3D ti colpiscono di più?
Sono attratta dalle linee pulite e contemporanee del design. È minimalista ma porta comunque un’eleganza discreta, una dichiarazione senza essere opprimente. C’è una sottile armonia tra l’artigianato moderno e la più profonda ispirazione artistica dietro il pezzo. Ogni volta che qualcuno mi chiedeva della collana, provavo un senso di orgoglio nel condividere la storia della sua creazione, sapendo che portava più di un semplice valore estetico: aveva un legame con l’arte e la storia.

6. Infine, come pensi che le collaborazioni tra ballerini e designer di gioielli possano spingere i confini di entrambe le forme d’arte?
La collaborazione è essenziale per mantenere l’arte fresca e viva. La danza è un’antica forma d’arte, ma lavorando con creatori di altre discipline, come i designer di gioielli, diamo nuova vita a entrambe le forme. I gioielli, come la danza, parlano attraverso il movimento e l’emozione e quando questi mondi si fondono, creano qualcosa che trascende i confini di ogni singola arte. Queste collaborazioni aprono nuove prospettive, offrendo sia agli artisti che al pubblico un’esperienza più ricca e dinamica.